Social Media Marketing

Il futuro dell’editoria Social con Facebook Instant Article e Google AMP

I social hanno mostrato, nel corso degli anni, una miriade di benefici sia per le persone che per le aziende. Per le persone è diventato quasi uno specchio della vita reale, anche se questo forse è da annoverare nelle limitazioni, ma ha in più rappresentato un punto di svolta e di alfabetizzazione digitale – marginale – che ha decretato un incremento del livello di conoscenza e diffusione di notizie più capillare e mirata. Per le aziende l’utenza digitalizzata è diventata la chiave di volta per trasformare definitamente, un rapporto meramente commerciale, in un rapporto, finalmente, umano.

Dove però c’è umanità, c’è diversità. E ovviamente le aziende questo l’hanno compreso, in particolare il settore dell’editoria che è quello che, oggi come oggi, si sporca le mani attraverso la condivisione di notizie sensazionali, alcune volte sensazionalmente false, per riuscire a raggiungere l’obiettivo numero uno sui social: incrementare click e visite verso i propri siti.

Probabilmente, però, il fatto di divulgare notizie falsate non rappresenta un problema perché, per fortuna, molta gente ha imparato a distinguere il bene dal male del web. Da non sottovalutare l’apporto che proprio i canali sociali stanno dando nel tempo, come ad esempio l’aiuto all’utente nel fargli comprendere meglio l’autorevolezza della fonte che si sta leggendo. I canali sociali, infatti, stanno sempre più orientando tutti i loro sforzi al miglioramento di ogni condivisione da parte di testate giornalistiche, finalizzate all’informazione pubblica, per costruire per l’utente un ambiente dedicato e riconoscibile, che comunichi esperienza e professionalità.

L’editoria appunto è il settore che è principalmente coinvolto nel processo del voler beneficiare di traffico dai canali sociali, ma è anche il settore in cui gli utenti si sentono più coinvolti quando li utilizzano. In una ricerca di Pew Research Center, nel settore del giornalismo e dei media, è emerso che per gli utenti americani, i canali sociali come Facebook e Twitter svolgono un ruolo cruciale per l’aggiornamento degli utenti.

Facebook in particolare nello scorso hanno ha registrato un buon 63% di utenti che utilizzano il canale come fonte di informazione personale.

news-facebook-twitter

Quando si parla di informazione sui social è facile associarla al concetto di mobilità. I contenuti, infatti, molto spesso capita che vengano fruiti nei momenti di “libertà dal lavoro” cioè durante quei passaggi, da pendolari o durante le pause pranzo, in cui si ha del tempo da investire e lo si spende ovviamente sui social.

Nelle scorse settimane abbiamo avuto due annunci fondamentali da parte dei due canali big player per diffusione di news online: Facebook e Google. Questi due canali sembra quasi che si siano lanciati una sfida a vicenda per riuscire ad ottenere il massimo risultato, in mobilità, nei contenuti veicolati dal canale.

Facebook da un lato ha lanciato Instant Article, Google in concomitanza sta ancora lavorando ad un progetto noto come Accelerated Mobile Pages. Vediamo entrambi nel dettaglio.

Facebook lancia Instant Article

Facebook, dopo quattro mesi di attesa, ha fissato una data per il lancio del suo Instant il tool definitivo che, in mobilità, permette di migliorare l’esperienza dell’utente nel momento in cui è alla ricerca di aggiornamenti riguardanti le news.

Consiste nel costruire per l’utente, un ambiente di fruizione del contenuto neutro e del tutto distaccato dal sito che lo contiene. La domanda sorge spontanea.

E quindi, le notizie non ci sono già sul social? Qual è l’utilità? L’utilità di una simile integrazione, per quanto banale possa sembrare, è molto elevata in termini di velocità e leggibilità.

Instant Articles — Video Poster Frame

Dal punto di vista di fruizione del contento il punto di forza principale è la velocità. Con l’integrazione di Instant per i contenuti postati da una pagina si passa, in media, dai 10 secondi di caricamento del post in un web browser a pochi secondi con Instant.

In più la feature, sfruttando solo gli RSS del sito, essenzialmente migliora la leggibilità del contenuto che diventa in questo modo molto più pulito, coerente con l’ambiente da cui si è generato il click e soprattutto lineare, senza pop-up, pubblicità o addirittura – nei casi peggiori – versioni non responsive del sito. Un grande vantaggio per l’utente.

Instant Articles — Lightning Bolt

Con questa nuova integrazione, le cui caratteristiche potete approfondirle sul sito ufficiale, resta aperta la questione di quanto possa divenire efficace uno strumento di lettura che è pur sempre esterno al sito e che snatura il senso divulgativo del canale.

Per capirci, cliccando su un link ottimizzato con Instant si cambia ambiente, per atterrare su una pagina essenziale e tutto sommato ben strutturata, ma che fa perdere eventuali altri benefici interni ed esterni al canale. Ad esempio internamente si rinuncia al like a fine post e la lettura dei commenti, esternamente non si gode di eventuali ulteriori azioni come il commentare nativamente sul sito, l’esplorazione di altre categorie di notizia presenti nei menù (cronaca, sport, attualità) del sito o ancora la condivisione su altri canali, i cui benefici indubbiamente potrebbero esser elevati per la testata.

Tuttavia dobbiamo comunque constatare che lato utente è alquanto interessante. L’integrazione di questo nuovo strumento richiede la presenza di un tecnico per l’integrazione perché, a quanto si legge, parliamo di una vera e propria riorganizzazione del template del singolo articolo che permetta di renderlo leggibile e renderizzabile per la piattaforma. Non avendo a disposizione un modo per testare operativamente il funzionamento ci riserviamo di parlare dell’integrazione non appena la feature sarà disponibile per tutti. Intanto per farsi un’idea vi rimandiamo alla sezione developer di Instant.

Google lancia AMP: Accelerated Mobile Pages

Sempre sulla scia del miglioramento nella fruizione dei contenuti, Google ha annunciato lo scorso ottobre, e rimarcato gli obiettivi raggiungi lo scorso 9 febbraio, il grandioso progetto AMP, acronimo di Accelerated Mobile Pages, un framework di sviluppo – open source – che dovrebbe porre fine ai tempi di caricamento lunghissimi per il mobile di articoli di informazione. Il progetto parte essenzialmente con lo stesso obiettivo di quello di Facebook: migliorare l’accesso all’informazione in mobilità.

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In particolare, lo sforzo di Google è orientato a rendere l’accesso ai contenuti editoriali un procedimento molto più snello e che bypassa la fase di accesso alla risorsa, soprattutto nei casi in cui essa sia di lento caricamento o non ottimizzato per il mobile.

Il vantaggio in questo caso però sembra più orientato al permettere all’utente di raggiungere in maniera immediata una risorsa, ma partendo da un obiettivo commerciale: convertire meglio l’azione dell’utente. L’idea che un utente debba attendere molto prima di leggere un contenuto, scoraggia e fa “tornare sui propri passi”, preferendo di fatto un’altra risorsa.

Google vuole scongiurare tutto questo e permettere a tutti coloro che sfruttano il suo motore di ricerca per promuoversi, che siano collocati sullo stesso gradino in quanto ad accessibilità delle risorse.

Sembra che particolare attenzione sia stata data a quelle pagine dove ci sono contenuti definiti “rich” ossia slider di immagini, video, grafiche che solitamente appesantiscono il caricamento e non sempre sono ottimizzate per il mobile. Con il framework tutto lo sforzo in termini di caricamento dei siti può esser dimenticato perché, sfruttando l’ambiente AMP, si beneficia di livelli di gestione delle risorse ottimizzati e gestiti con un sistema di caching globale che consente ad un sito italiano di esser caricato alla stessa velocità da un utente dall’altra parte del mondo.

Tutto questo sarà visibile presto, si spera, sia nelle SERP di Google quelle ovviamente inerenti le notizie, sui social, nelle chat, ovunque.

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Come funziona AMP nelle SERP

Possiamo mostrarvi in anteprima come AMP opera all’interno delle SERP. Una volta digitata una query, che ha una rilevanza in termini di notiziabilità, ad esempio “Facebook”, apparirà un box di news a scorrimento, esplorabile. Al tap su uno dei risultati, sarà possibile navigare (tramite una barra di navigazione che viene generata da AMP) tra i diversi siti di news che hanno parlato dell’argomento.

Ogni risultato che sfrutta AMP è ben indicato nel box della news mostrata.

AMP_Google

AMP_nav

In questo modo si ottiene una assoluta visione d’insieme dell’argomento senza mai abbandonare l’ambiente in cui si è atterrati, ma navigando al contempo tra i siti delle diverse testate. Il tutto in 2 click dalla ricerca! Ottimo non credete?

 

Alcune riflessioni

Entrambi i progetti non nascono per la gloria o meglio non interamente. L’obiettivo principale per entrambi i canali è quello di costruire uno strumento che incarni la perfezione, anche nella promozione. Un contenuto promozionale che viene visualizzato secondo un render più organizzato e visivamente attraente, corrisponde ad una maggiore propensione per l’utente a cliccarlo, esplorarlo e leggerlo, ergo una migliore conversione.

Non è escluso che proprio questi ambienti possano diventare essi stessi dei contenitori di Ads provenienti dai canali, anzi abbiamo forse già constatato che sia così. Su Facebook, ad esempio, in un articolo della Stampa cliccando sull’Ads presente nella pagina di viene reindirizzati sul sito della sponsorizzazione, ma non si abbandona mai l’ambiente di Instant dove si rimane quasi imprigionati, e dove o ti godi l’Ads o scappi via dall’app. In ogni caso l’unico modo per uscirne è navigare a ritroso e tornare sul canale.

Instant_ads

Insomma dal nostro primo approccio abbiamo notato delle criticità che potrebbero non rendere gli strumenti adatti per qualsiasi settore, se non quello dell’editoria. Un blog non crediamo, allo stato attuale della conoscenza che abbiamo, possa beneficiare molto di queste feature perché innanzitutto non gestisce un quantitativo enorme di contenuti e poi potrebbe non ottenere agevolazioni dall’utilizzo di questa pratica.

Ovviamente queste sono solo impressioni personali, probabilmente cambieremo idea. Intanto aspettiamo il 12 aprile per Instant. 😉

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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