Una delle prime cose che mi accingo a fare quando analizzo un business esistente per un audit o una consulenza strategica è vedere come comunica l’azienda e prima di vedere come lo fa sui canali social, vado alla ricerca del blog aziendale cercandolo all’interno del dominio del loro sito web o cercandolo su Google e, nel 70% delle volte, scopro che ne sono sprovvisti. La cosa più sorprendente è che poi, del 30% di quelle aziende che ce l’hanno, il 60% lo utilizza male! Sezioni news di post interamente duplicati da altri blog, contenuti di alcuna utilità e che non hanno nessun appeal per invogliarti alla lettura, assenza di tasti di condivisioni sociali, carenza di interazioni, commenti, shares, ecc.

Perbacco! – esclamo. Questi stanno perdendo intere quote di mercato!.

Generalmente quando faccio strategie di web marketing che prevedono l’utilizzo dei social, prima ancora di arrivare ai social, propongo l’apertura di un blog aziendale.

In realtà, i benefici di un blog aziendale sono noti da un po’ di tempo e quando mi capita, mi piace evidenziarli commentando a qualche post di utenti sulla nostra community di Social Media e Content Marketing su Google+; test e risultati di chi li ha implementati e sviluppati, seguendo una strategia e non improvvisandosi, sono sempre stati positivi. Prima di evidenziare però i motivi che dovrebbero convincere ogni azienda, soprattutto che si approccia al Social Media Marketing, ad investire in un corporate blog, vorrei ricordare però quelli che dovrebbero essere i requisiti di un corporate blog di successo.

Impegno, costanza e conoscenza da condividere.

Avviare un corporate blog è un impegno, in termini di tempo e di denaro investito. Non è sufficiente aprire un blog e tenerlo aggiornato come se fosse una inutile sezione news. Non si apporterebbe alcun valore al business. In quel caso meglio non averlo affatto. Avviare e gestire un corporate blog vuol dire dedicare ad un progetto editoriale la propria passione e condividere la propria conoscenza e know how; questi saranno, quasi spesso, la chiave di successo del blog. Dalla passione e know how derivano contenuti di qualità che si differenzieranno dalla media e riusciranno ad apportare reali benefici.

La capacità di scrittura e di comunicazione deve essere spiccata, in quanto dovremo essere in grado di comunicare contenuti (scritti) di qualità e che siano apprezzati da coloro che decideranno di leggere un blog aziendale.

Vi ricordo che anche il blog è un social media, secondo me il più importante di tutti e che come questi, ha come obiettivo primario non quello di vendere, ma di influenzare decisioni di acquisto dei nostri potenziali lettori/clienti, all’insorgere del bisogno soddisfatto dai nostri prodotti e da quelli dei nostri competitors e fa piacere leggere da un post del Tagliablog, che i blog sono al terzo posto tra i canali di maggior influenza di decisioni di acquisto online.




I motivi per cui avere un corporate blog


1.Branding

Ogni post scritto in un blog aziendale equivale ad una traccia indelebile lasciata su Google. La convinzione che avere un sito statico e delle pagine web promozionali di prodotti e servizi sia sufficiente deve scomparire dalla testa dei manager in quanto la scelta di un’azienda passerà sempre più dalla “cura” dei contenuti prodotti dalle aziende e dalla capacità di questi di invogliare ad una scelta scartando le potenziali alternative (a meno che sei Apple o altri lovemarks Brand :) ).

2. Content Marketing

Il posizionamento del brand avviene con una tipologia di contenuti che non si deve limitare agli articoli scritti sul proprio blog, ma prevedere di produrli anche per altri blog di tematiche affini (guest post), fare ricerche settoriali e condividerle (white papers, ppt), produrre infografiche utili alla nicchia di riferimento, realizzare video informativi, ecc. Tutti questi contenuti sarà poi facili condividerli dal blog aziendale.

3.SEO

Si fa tanto parlare del fatto che gli algoritmi (pensiamo al Penguin Update) penalizzano sempre più le pratiche errate di link bulding artificiale e si dovrebbe investire in link earning, ovvero l’attrazione di links in maniera spontanea (ergo, il reale voto di apprezzamento di un webmaster al tuo sito per la qualità del tuo contenuto). Bene le strategie di link earning partono proprio dalla gestione ottimale di un blog!

Sarà possibile ottenere link citazionali per aver scritto articoli di qualità (o controversi) che verranno poi richiamati e approfonditi da altri blog, link citazionali per iniziative non convenzionali e che innovano lo stato attuale delle cose, messe in atto nel proprio settore di riferimento, link da infografiche o ricerche, ecc.

Altro consiglio che ci capita spesso di dare ai nostri clienti è quello di inserire il corporate blog come sottocartella all’interno del dominio principale del sito web come

www.company.it/blog e non come sottodominio del sito blog.company.it.

La motivazione di ciò è legata al fatto che tutti i links e il valore di page e trust rank che questi si porteranno dietro ed eventuali shares nei social media, saranno trasferiti all’intero dominio e daranno beneficio anche alle altre pagine (pensiamo a quelle dei prodotti e servizi) dell’intero sito web migliorandone il ranking per le keywords di nostro interesse.

4. Influencers Outreach

Ogni nicchia verticale al business ha degli utenti che potremmo considerare “influenti” per la qualità dei contenuti da loro condivisi (e spesso anche del loro blog) e dal fatto di essere seguiti e reputati esperti da diverse centinaia di altri utenti su Facebook e Twitter. Il nostro obiettivo è quello di conoscerli e arrivare a loro finendo tra i loro “radar”, affinché possa scattare la fatidica condivisione del nostro post da parte loro o citazione, ma se non avremo un blog sarà davvero dura, in quanto un influencer ti riconoscerà “esperto” e ti distinguerà dalla massa di semplici “lettori” se apprezzerà qualche tuo articolo o contenuto prodotto pubblicato nel blog aziendale. Il blog è un ottimo strumento per costruire relazioni di business. Ricordiamocelo.



Fonte immagine di Followerwonk da seomoz blog

5. Traffico

Cosa molto importante, se scrivete contenuti di qualità, gestite attivamente e con passione i vostri canali social, questa è la situazione che si presenterà quando introdurrete il corporate blog nel sito web aziendale. Lo screenshot qui sotto è tratto dall’Analytics del sito web del Pizzicato Casa Vacanza Gargano, che fino ad allora viveva soltanto di traffico organico stagionale.


6. Lead Generation

Come accennavo sopra, il cliente va coltivato (proprio come si farebbe per un alberello che cresce). Il cliente può diventare tale dopo essere un tuo semplice lettore, uno che è finito sul blog aziendale per un post condiviso in qualche social o che è finito sulla pagina facebook aziendale per qualche immagine che si è viralizzata e si vede poi proposto un articolo del blog. Il blog permette di fare lead generation, trasformando un lettore in prospect e da prospect a lead.

7. Social Media Strategy

Infine la cosa positiva dei blog è che avrete contenuti da condividere sui vostri canali social e gli utenti avranno contenuti di likare, twittare , ecc. e i benefici torneranno ad essere quelli descritti sopra, ovvero più traffico, miglior ranking, maggior brand identity, ecc. fino ad arrivare a raggiungere nel tempo quello che più interesserà a tutti, ovvero più fatturato :)

Che esperienza hai con blog aziendali? Raccontacelo nei commenti ;)

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..sull'autore,

Laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Si occupa di implementare strategie di marketing nel social web e del posizionamento di siti web nei motori di ricerca (SEO).

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