Sui social, pianificare una strategia contenutistica che sia adatta al pubblico selezionato, vuol dire cercare in tutti modi di creare un ambiente favorevole all’interazione sui contenuti che ovviamente diventano l’elemento cruciale del successo o insuccesso della pagina (business). Scegliere cosa si pubblicherà stilando una lista di argomenti o tematiche che ruotano intorno al prodotto (e che più si avvicinino ad esso) diventa essenziale per poter riuscire ad interessare, giorno dopo giorno, il pubblico che le ascolterà, anche perché è un processo che se fatto bene realmente diventerà “il valore aggiunto” della pagina per l’utente.

Come sondare il campo?

  • Se si è consulenti è possibile procedere semplicemente cercando di ascoltare quanto più possibile il vissuto dell’azienda, raccontato dai rappresentanti dell’azienda, soprattutto per aspetti che riguardano il rapporto con in clienti offline.
  • Se si è invece proprietari dell’attività, bisogna far leva molto sulle richieste ricevute dai clienti sia online che offline considerando lo storico delle richieste.

In entrambi i casi come step successivo all’analisi, passaggio diretto diventa quello di sfruttare il web per ricercare partendo da una parola chiave, quella principale che rappresenti il focus dell’azienda, selezionando tra i risultati gli articoli, le immagini o i video che ruotano intorno ad essa. In questa fase può essere utile osservare case history di successo e imparare, rinnovando.

Quello che però deve rimanere ben saldo nell’idea di promuoversi con i social, è che l’utente è al centro di tutto. Per via infatti del suo parere decisivo, l’utente diventa il “giudice supremo” del lavoro che si sta facendo sui social e quindi è lui che deve essere ascoltato ed è lui che in un certo qual modo, guida l’evoluzione della strategia.
Su una base generale, è possibile in fase preliminare decidere quale caratteristica debba avere un contenuto sociale per attirare e coinvolgere la maggior parte degli utenti. La caratteristica univoca non c’è, ma è possibile partire dalle basi cioè, ogni contenuto deve arricchire l’esperienza social dell’utente, altrimenti no ha perché di esistere. Fissata questa regola, ecco alcuni consigli che ci sentiamo di darvi nel modo di impostare i contenuti sulla base di ciò che l’audience desidera.

1. Contenuti del “dietro le quinte”

La prima cosa che bisogna considerare sui social è l’essere trasparenti. Essere un brand non vuol dire essere sopra le parti o essere differente dagli utenti che decidono di seguirlo. La visione corretta è quella che l’azienda si propone e decide di mostrarsi, come in amicizia, in tutti gli aspetti. Dunque gli utenti hanno bisogno di una conoscenza del brand completa, che non si limiti all’osservare ciò che avviene sul palco, vogliono guardare quello che avviene nel “dietro le quinte” dello spettacolo. Chi sono le persone dello staff, come vengono realizzati i prodotti o foto simpatiche di giornate lavorative sono elementi che possono contribuire a rendere più umana l’azienda ed avvicinarla all’utente.

2. Contenuti che fanno ricordare

Se è possibile far rivivere all’utente social, vecchi ricordi sbiaditi e riportarli alla luce è il momento giusto per iniziare. Aziende storiche che hanno a disposizione materiali fotografici o di packaging del passato posso far rivivere nella memoria degli utenti vecchie esperienze con il prodotto e aumentare il legame con esso. Per tutti, il tempo passa ma i ricordi sono un elemento che resta saldo nella memoria e farlo riaffiorare significa accendere un’emozione che ha toccato una fase della vita e siamo certi sarebbe bello rivivere. Per i prodotti soprattutto, mostrare come si sono evoluti rispetto al passato o richiamare il ricordo di un vecchio logo, ha questa potenzialità.

3. Contenuti da desiderare

Lo scopo principale che dovrebbe guidare un’azienda sui social è, non solo creare un legame saldo e più friendly con il nuovo e vecchio cliente, ma anche creare un desiderio, rendere un prodotto goloso alla vista di chi lo guarda per attrarre e deliziare l’utente. Nel caso di grandi marche come quelle della moda (Burberry, Louis Vuitton..) o come prodotti dolciari famosi (Nutella, Lindt, Perugina..) il processo diventa semplicissimo perché l’utente ha già in sè la voglia di quel prodotto perché già lo conosce, basta solo riattivarlo. Nel caso invece di piccoli brand (anche attività locali in lancio) è importante cercare di instillare il desiderio, anche sfruttando i momenti in cui viene proposto (pranzo, cena, prima di uscire..), e coltivarlo per molto tempo fino alla richiesta di soddisfacimento e quindi alla conversione. Ecco un esempio.

4. Contenuti per emozionare

L’emozione è la molla trainante nella vita quotidiana. Sulle emozioni viviamo le nostre giornate e quelle belle ci fanno sentire bene. Sui social bisogna saper rendere queste emozioni reali. Impostare una pagina su uno storytelling continuo in cui, attraverso video, immagini o status, si possa raccontare una quotidianità fatta di semplici cose e di genuinità è la strada vincente. Anche in questo caso i grandi brand sono avvantaggiati perché possono già aver regalato emozioni, per i piccoli invece, si può parlare regalando delle immagini che, come in esempio, costruiscano una storia e raccontino un territorio per comunicare la semplicità delle intenzioni aziendali e non solo ed esclusivamente l’interesse commerciale, come capita.

5. Contenuti che fanno discutere

Agevolare la discussione e il confronto è anche una componente fondamentale sui social. Permettere agli utenti di conoscersi tra loro, trovare comunione (o discordanza) di interessi o pensieri e generare dialogo su di essi, consente ad una pagina di diventare un punto di riferimento per il confronto ed un reale momento di aggregazione virtuale. Contenuti che fanno discutere possono essere delle domande o delle immagini o ancora articoli di approfondimento (sempre incentrati sui temi inerenti al brand) che hanno alla base argomenti attuali, interrogazioni su prodotti preferiti o novità da lanciare o desideri degli utenti. In questo caso il contenuto diventa un veicolatore di opinioni preziose.

Insomma ogni caratteristica elencata diventa essenziale per una pagina e applicarle potrebbe voler dire sperimentare. Sperimentare per cercare di conoscere al meglio l’audience per adeguare, quindi, i contenuti da pubblicare.

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..sull'autore,

Laureata in Informatica con una passione sfrenata per la grafica e il web design, che ha coltivato da autodidatta. Si occupa di Sviluppo e Design di sitiweb. E' una forte sostenitrice del Web 2.0, crede in Internet, e riconosce nel web un’opportunitá di crescita, di miglioramento e di socializzazione.

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