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I miti del Content Marketing

Dopo i miti della SEO, è arrivato il momento di analizzare un tipo di mitologia più recente, quella legata cioè, al Content Marketing.
Pur non essendo una strategia di recente introduzione, la sua adozione da parte delle aziende è divenuta massiccia soprattutto negli ultimi anni.
Come sempre avviene con l’adozione di nuove strategie, spesso queste si portano dietro una serie di “credenze” alimentate spesso da chi non conosce bene gli strumenti, gli obiettivi raggiungibili e i canali sui quali attivarsi.

Ecco quello che spesso si sente o si legge sul Content Marketing, ma che in realtà, non è assolutamente vero.

1. Il Content Marketing non è per tutti

Quante volte hai letto o hai pensato che la produzione di contenuti non è per tutte le aziende e che dipende dal budget che queste hanno a disposizione? Non mi sono mai trovato d’accordo con questa affermazione per un semplice motivo: ci sono contenuti basici che un’azienda può produrre e contenuti “premium” che hanno un costo di sviluppo e realizzazione più alto. Il Content Marketing non vuol dire soltanto realizzare delle stratosferiche infografiche che richiedono un tempo di sviluppo di 6 mesi e un costo a 4 zeri.
Quello è la punta finale dell’iceberg, la tipologia di contenuti da pianificare soltanto quando abbiamo raggiunto risultati operativi soddisfacenti con i contenuti di base, quelli cioè che utilizziamo nel piano editoriale dei social media o gli articoli che scriviamo per il blog aziendale. Soltanto quando questa tipologia di contenuti, inizierà a dare un ritorno dell’investimento, potremo pensare di ideare e realizzare contenuti più complessi.
Qualcuno potrà obiettare affermando che anche i contenuti per i social media e la scrittura di articoli di qualità per un blog aziendale abbia un costo di sviluppo elevato.

Ma a questo punto penso che se un’azienda non disponga di un budget per permettersi di investire in questa tipologia di contenuti, non ha senso neanche pensare di competere nel mondo del web.
In questo caso può venire in aiuto la Piramide dei Contenuti, che mostra come andrebbe pianificata, step by step, una strategia di Content Marketing.

2. Non tutte le aziende sono in grado di creare contenuti

L’altro mito che mi è capitato più volte di ascoltare è legato invece alla considerazione che aziende che commercializzano prodotti e servizi con poco appeal, hanno difficoltà a creare contenuti per lo storytelling. Sappiamo infatti, che i contenuti che hanno successo sono quelli che entusiasmano il pubblico di riferimento perché in grado di trasmettere emozioni legate all’universo di riferimento di un prodotto. Di conseguenza potremmo chiederci, cosa dovrebbe ideare un’azienda che ad esempio produce termosifoni, una che si occupa di smaltimento di rifiuti solidi, o ancora un’altra, che produce macchine per movimento terra.

Ognuna di queste aziende può avere un universo tematico di argomenti sui quali spaziare per produrre contenuti che possono raggiungere il proprio pubblico.
Si, non c’è azienda per cui è impossibile produrre contenuti.
Altrimenti non mi spiegherei il successo di Bitcino, che dalla pagina Facebook, ai contest, al blog e ad una serie di altre iniziative di coinvolgimento, riesce a raggiungere livelli di interazione con i fan inaspettati.

bticino

Forse starai pensando che si tratta di multinazionale e che di budget ne abbia tantissimo. Allora dai un’occhiata a questi casi di content marketing di piccole imprese.

3. Content Marketing = blog

Non ho mai capito per quale motivo, alcuni pensano che il Content Marketing sia rappresentato soltanto dagli articoli scritti in un blog. In realtà possiamo parlare di Content Marketing quando ideiamo e realizziamo contenuti per ogni canale di riferimento, dal blog, ai social media, alle newsletter, ecc.
Se vogliamo aprire gli orizzonti, il Content Marketing abbraccia anche il mondo off line. 🙂

4. Il Content Marketing è la nuova SEO e la nuova Link Building

Bisogna scindere bene le 2 cose: la SEO resta la SEO. È impensabile posizionare un sito web soltanto con i benefici derivanti dalla produzione di contenuti di qualità. Anche ammesso che i contenuti permettano di acquisire tanti link di qualità il sito, il loro beneficio sarà vano se poi la parte on site del sito non è stata ottimizzata correttamente.
C’è però da dire che, relativamente alla link building, il Content Marketing è tornato in auge soprattutto dopo la batosta del Penguin Update a partire dal 2012, che ha reso insicure molte delle vecchie pratiche di link building. A partire da quella data, molte aziende hanno iniziato a ideare e diffondere contenuti per acquisire links.

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content marketing no penguin panda

5. Il Content Marketing è una strategia isolata e opzionale

Anche questo è un mito. Il Content Marketing non è una strategia isolata da tutte le altre e non è neanche opzionale. Al giorno d’oggi non è più pensabile che un’azienda riesca a competere e a differenziarsi dalle altre senza aver pianificato una strategia di content marketing nei vari canali in cui è presente.
I contenuti di qualità possono trasformarsi in vere e proprie pepite d’oro per molte aziende e queste, permetteranno realmente di fare la differenza e ad essere sempre una spanna sopra agli altri.

6. I Contenuti virali possono essere garantiti

Ogni volta che un’agenzia promette la realizzazione di un video virale (e lo vende come tale) un professionista del marketing muore.

Dovremmo chiederci, da dove nasce realmente il “viral”? Dall’ideatore del contenuto? Dalle azioni degli utenti? Dalla spinta degli influencer e dell’advertising?
Per me il viral lo creano gli utenti per un 50% e il creativo per l’altro 50. Il problema è che un creativo non potrà mai garantirti di essere in grado di realizzare un contenuto virale, semplicemente perché bisognerebbe essere dei veggenti e questa è una dote che noi marketers non siamo ancora riusciti a sviluppare.

Questi sono i principali miti del Content Marketing, ma sicuramente ce ne sono tanti altri. Se ne conosci qualcun altro, segnalacelo nei commenti! 😉

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Antonio Monizzi

    Dicevano che i miti appartenessero al passato…
    Dario ci dimostra che non è proprio cosi!
    Lettura illuminante, se ti occupi di business e di web: LEGGITELO!

  • Di mito ormai sei rimasto solo tu Dario 😉
    A parte la battuta lo storytelling e il content marketing sono per tutti.
    Anzi è una bellissima forma di democrazia. Almeno sul web si può essere tutti alla pari.

  • Molto complesso scrivere contenuti di qualita coinvolgenti. Ci vuole tempo e impegno. Fa sorridere quando certi imprenditori si fanno scrivere articoli di “qualità” per 5/10 euro.
    I miti del content marketing é un articolo molto interessante che dovrebbero leggersi certi imprenditori di mia conoscenza

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