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Benvenuti nell’ecosistema del Content Marketing Promotion

L’universo del content marketing, come ogni altra strategia promozionale che sfrutta il web come canale, ha una conformazione complessa ed articolata costituita da fasi strategiche e creative, operative, di diffusione e di monitoraggio dei risultati.

Se delle fasi iniziali si è già ben consapevoli di come procedere perché si conoscono ampiamente i modi di scelta,attuazione e creazione dei contenuti (Infografiche? Blogpost? Whitepaper?), per quanto riguarda invece l’ambito analitico e di monitoraggio la scelta è ben delicata perché mirata alla scelta del “tool” migliore che consenta di spalmare il contenuto nella rete in modo che ottenga la maggior risonanza e, connesso a questo, anche l’indubbia importanza di raccogliere i frutti che ogni azione di content produce: il beneamato “ritorno” su quanto fatto.

Di tool disponibili ce ne sono una miriade nella rete, e andrebbero testati tutti prima di capire bene quale possa essere più utile per le proprie esigenze. Per fortuna c’è qualcuno che riesce a rendere il percorso di scelta molto più semplice, come Relevance.com, che ha pensato ingegnosamente di creare una grafica, concettualmente molto interessante, che rappresenta e suddivide tutti i tool che compongono quel che è stato definito “l’ecosistema del Content Marketing Promotion”.

Badate che non tutti i tool rappresentati sono da me conosciuti, anche perché quanto raccolto è proveniente dagli US, dunque lo scopo è dare visibilità a questi tool in modo da darvi spunto, per il vostro settore di riferimento, di provarli e sperimentarli in autonomia. Dunque, scopriamoli insieme…

L’ecosistema della content promotion

La tipologia di rappresentazione dei tool e canali è stata fatta sfruttando il diagramma di Venn nel quale vengono suddivisi gli ambiti in:

  1. content coverage, tool e canali che permettono di monitorare il rumore generato intorno ad un contenuti (earned media);
  2. content distribute, tool e canali che a pagamento permettono di aumentare la visibilità del contenuti in rete (paid media);
  3. content bradcasting, tool di diffusione del messaggio (own media).

Ogni area, poi, viene intersecata con le altre in modo da creare strumenti e canali ibridi che svolgono una funzione intermedia, in totale dunque troviamo una classificazione che copre ben 7 aree.

Content-Promotion-Ecosystem-Venn_sm_share

1. Content coverage

In questa area troviamo tool e canali che vengono definiti dei veri e propri media di diffusione di contenuto o “ads per i media”, hanno due scopi principali:

  • scopo di incontrare potenziali nuovi utenti che siano interessati ad un nostro contenuto o prodotto venduto e/o promosso online, garantendo un adeguato ascolto del proprio messaggio;
  • copertura del proprio messaggio nella rete.

Al primo gruppo appartengono canali come Seek&Shout che, anche attraverso l’intercettazione di richieste di utenti fatte nel canale, permette di individuare possibili clienti nel momento del bisogno attraverso l’utilizzo di parole chiave molto dettagliate o per nicchie come quella dei giornalisti che possono grazie a MuckRack trovare un ambiente dedicato al giornalismo dove incontrare nuovi colleghi e blogger influenti e monitorarli tramite alert, ma è possibile diffondere i propri contenuti e conoscere chi li ha condivisi.

Nel secondo gruppo troviamo invece i canali che consentono al proprio contenuto di viaggiare nella rete attraverso le persone che la popolano e qui troviamo BuzzStream un tool che permette di incrociare influencer popolari nei social media e nella rete a cui segnalare il proprio messaggio o GroupHigh che in più consente di misurare l’engagement e svolgere azioni di blog outreach in modo molto veloce ed efficace.

GroupHighList

2. Content distribution

In quest’area troviamo tool e canali che consentono attraverso il pagamento di “raccomandare” un contenuto al maggior numero di utenti interessati in un brevissimo lasso di tempo.

Qui troviamo tool come Disqus che con gli strumenti a pagamento permette, basandosi su un db di milioni di utenti che innescano 120 milioni di discussioni ogni giorno, di rendere visibile un messaggio a un bacino di utenti enorme attraverso le Discovery box che funzionano con il meccanismo del PPC.

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Stesse azioni sono raggiungibili con altri tool come Yahoo Native, che garantisce un elevato engagement sui contenuti postati nel canale e migliori ritorni fruttando gli Stream AD o gli Image AD o MyLikes che permette di creare un vero e proprio sito sponsorizzato in cui creare o condividere contenuti potenzialmente virali perchè subito visibili nella community per cerchie specifiche di utenti.

Troviamo poi siti di distribuzione di comunicati stampa MarketWired ed infine uno strumento, OneSpot, che permette creare campagne sui propri contenuti che vengono poi distribuite automaticamente su Facebook Exchange, Microsoft Advertising, DoubleClick Ad Exchange e AppNexus.

onespot-whatyoucando

3. Content Broadcasting

Nell’ultima area troviamo quei tool che permettono la distribuzione dei contenuti su canali proprietari (own media) in modo meno efficace e veloce rispetto ai precedenti soprattutto per quei band che non sono molto conosciuti in rete o che sono in fase di startup. Rientrano in quest’area Hootsuite, TweetDeck e Buffer, tre tool che sicuramente molti conoscono bene e che hanno lo scopo principale di diffondere un contenuto broadcast su tutti i canali social in un solo clic e monitorarne i risultati.

Perché risultano meno efficaci? Perché si occupano solo di pubblicazione e monitoraggio e in questo, si trovano a scontrarsi con i problemi di visibilità dettati dai canali come sta avvenendo distruttivamente su Facebook. Questi tool restano comunque utili per ottimizzare la pubblicazione social.

Tool e canali ibridi

Infine troviamo quei tool o canali che si posizionano in mezzo a queste tre categorie come i classici social network che diventano al contempo strumenti di broadcasting e paid media e qui troviamo i classici Facebook, Twitter, StumbleUpon NewsCred, Linkedin o Pinterest che combinano al loro interno i classici strumenti basici di pubblicazione e ripubblicazione, come dicevo basici e alcune volte pressoché inutili, a quelli più efficaci a pagamento.

Troviamo anche Viralheat, Meltwater e BuzzSumo che sono utili sia per individuare influencer di settore che per ascoltare il rumore intorno a determinati argomenti permettendo di monitorare le azioni dei competitor.

Infine un tool completissimo che permette sia la copertura di diffusione del contenuto, earned e a pagamento, sia distribuzione capillare è inPowered che agisce come un motore di ricerca scandagliando la rete e trovando blog che hanno condiviso il contenuto, garantendo la pubblicazione e il monitoraggio delle conversazioni.

inPowered

Insomma tanta carne al fuoco da analizzare con lo scopo di semplificare le azioni di condivisione di un contenuto di qualità creato per la propria Content Strategy e che aiuta, in una rete che si fa sempre più intricata, ad emergere.

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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Area di discussione: dicci la tua!

  • jimiggy

    Ottimo articolo, completo ed esauriente. Complimenti.

    • Grazie mille! Alla base è stato fatto un buon lavoro di raccolta di tool 🙂

  • Diego Cosenza

    Articolo molto esaustivo. Ottimo per il mio lavoro

Grazie per lo share!

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