Content Marketing

Content idea: la classifica delle 5 idee che più entusiasmano il pubblico

Quando si parla di contenuti la parola “entusiasmante” dovrebbe essere l’aggettivo principale dal quale partire per ideare un prodotto che sia vincente, nel tempo.

Se infatti si produce un contenuto fine a sé stesso e senza un reale coinvolgimento ed utilità per l’utente, potrebbe rivelarsi un investimento inutile e quindi del tutto privo del suo potere promozionale.

Quali sono le tre caratteristiche del contenuto vincente?

Abbiamo già analizzato tempo fa il concetto di “contenuto intelligente” riferendoci alla creazione di un prodotto promozionale che abbia la caratteristica di mirare concretamente al pubblico di riferimento ed ai suoi interessi, perché concepito per tale scopo, ma si avvale anche di un ottimo piano di distribuzione ed è strutturalmente concepito per esser fruibile ovunque.

La presenza di questi aspetti, insieme, genera il reale coinvolgimento del pubblico ascoltante che, però, non si consuma nell’istante in cui il contenuto è fruito o poco dopo, ma dura anche a distanza di tempo.

In particolare vorrei rimarcare che in questo processo, sono tre gli elementi fondamentali che devono coesistere:

  • utilità sul momento e nel tempo;
  • qualità della risorsa;
  • riusabilità personale (ma anche aziendale) del prodotto.

Quali sono i contenuti per il content marketing che maggiormente entusiasmano?

Sulla base di quanto abbiamo personalmente sperimentato abbiamo voluto stilare una classifica di contenuti che per le loro caratteristiche, permettono un più veloce ed immediato coinvolgimento del pubblico, proprio sulla base degli aspetti appena menzionati (utilità-qualità-riuso).

Ad ogni posizione cambiano i livelli di “efficacia entusiasmante” del contenuto ed ogni posizione è fortemente influenzata sia dalle caratteristiche intrinseche del formato (immagine, testo o video), sia (soprattutto) dall’abilità del team creativo di creare una risorsa realmente coinvolgente a cui fa seguito tutto l’impegno/denaro nel mantenimento in vita della risorsa.

Se dunque utilità e riuso possono esser giudicati, la qualità è una questione a parte prettamente legata alla scelta delle risorse umane coinvolte nella creazione del prodotto (dall’ideazione alla realizzazione pratica), bravura ed esperienza in primis. In questa classifica ci limiteremo a valutare, su una scala da 1 a 5, l’utilità e il riuso.
Ecco la lista dei fab-5 del content marketing.

5. Micro content

Utilità: 4 – Riuso: 1

Al quinto posto, trovano spazio i micro contenuti riferendoci a quei prodotti studiati principalmente per esser condivisi sui social, più che sui blog, ed hanno la caratteristica di esser immediati, fruibili in un istante e per questo social-friendly.

Quando si parla di micro contenuti non si può non pensare a delle realizzazioni che nascono in concomitanza con il lancio di prodotti più grossi, come infografiche o big data visualization, al fine unico di stuzzicare la curiosità o fornire, appunto, micro pillole di quanto può, più approfonditamente, esser analizzato aprendo il contenuto madre.

Il loro livello di utilità è quattro perché effettivamente forniscono informazioni salienti, ma dal punto di vista del riuso peccano proprio a causa del fatto che, essendo creati specificatamente per promuovere un contenuto più grande, vivono con esso e rinnovare il contenuto più grande consegue rinnovare anche il micro-contenuto che solitamente è un’immagine o un micro video. Data l’economicità del formato è meglio crearne di nuovi piuttosto che riusare gli esistenti.

microcontent

4. Contenuti promozionali

Utilità 5 – Riuso 1

In questa categoria ricadono i contenuti realizzati in concomitanza del lancio di un nuovo prodotto, ad esempio un film, e servono principalmente ad informare sull’uscita ufficiale, creare aspettativa, ma al contempo coinvolgere personalmente l’utente nel processo promozionale fornendo delle utility che regalano qualcosa di personalizzato ed allo stesso tempo brandizzato.

Il contenuto in questione è utilizzato molto dai big player con successo perché richiede risorse economiche consistenti per la creazione. Un esempio recente è il tool creato per il lancio del film di Peanuts.

Tali contenuti però possono anche esser definiti “a tempo” dato che il loro riuso è quasi assente, se non per il reparto developing che poi può riusare il contenuto, ma totalmente rivisto, per altri scopi promozionali.

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3. Infografiche

Utilità 4 – Riuso 5

Sul podio, al terzo posto, sommando i conteggi, sale il mio contenuto preferito: le infografiche. Abbiamo, nel corso degli anni, imparato a conoscere gli infoprodotti come contenuti prettamente dedicati alla divulgazione di informazioni, solitamente curiose o bizzarre, il cui scopo è quello di fornire nuova conoscenza per gli utenti.

Come utilità io assegnerei un livello quattro perché, se studiate con criterio, possono realmente apportare valore all’utente che le consulta, e ai suoi contatti conseguentemente se esso decide di condividere.
Memorabile è la nostra esperienza con il contenuto infografico dedicato al Sesso e Cibo che, per quanto il contenuto possa aver riguardato un argomento altamente stuzzicante, dall’altro lato ha fornito informazioni assolutamente nuove ed inaspettate.

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Per quanto riguarda il riuso, le infografiche sono assolutamente il contenuto che può restare sempre attuale a patto che l’argomento è scelto con criterio in partenza.

Studiare il tema da rappresentare e rinnovarlo annualmente anche con poco dispendio di risorse, garantisce con continuità di avere un contenuto fresco ed aggiornato ogni anno (ad esempio la nostra infografica su Google)

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2. Big data utility

Utilità 5 – Riuso 5/3

Medaglia d’argento per i grossi siti che manipolano grandi mole di dati provenienti da più fonti, estrapolate tramite APIs e raggruppate in modo visuale per fornire un livello di interazione ricco e dall’assoluta utilità nel tempo.

Faccio riferimento a quei contenitori, più che contenuti, al cui interno è possibile agire direttamente interrogando i dati presenti e producendo risultati personali che rispondono alle richieste dell’utente.
L’utilità di questo contenuto è assolutamente indiscutibile dato che può diventare un punto di riferimento per l’utente, pensiamo ad esempio nella professione del marketer, i tool gratuiti per il monitoraggio dei profili social o delle keyword.

Dal punto di vista del riuso la questione è controversa. Se da un lato la risorsa non ha problemi a vivere nel tempo dunque ha un riuso elevatissimo perché i dati si aggiornano sulla base dell’aggiornamento delle APIs, ed in base alle query dell’utente, dall’altro lato potrebbe esserci qualche problema proprio a causa della dipendenza da queste risorse esterne.

Un cambiamento nelle funzioni delle APIs può decretare un crollo dell’utility, rendendola di fatto inusabile, per questo potrebbe dover esser necessario predisporre risorse in più per l’aggiornamento costante e per il monitoraggio continuo del funzionamento dell’intero sistema.

1. Long form

Utilità 5 – Riuso 5

Prima posizione assoluta la ottengono i long form, ossia quei contenuti che diventano delle risorse informative di assoluto valore. Parliamo solitamente di blogpost il cui intento è trattare un argomento, ma sviscerarlo fino all’osso, in modo che ogni domanda che l’utente si pone, trovi lì una risposta. Questi contenuti vengono studiati per esser sempre freschi e raggiungibili dai motori di ricerca, dunque l’analisi parte da uno studio delle query maggiormente digitate e la cui risposta non è esaudita nelle SERP.

La struttura è complessa ed è costituita da un sommario dei contenuti esplorabile per tematica e dal contenuto testuale abbastanza articolato.
L’utilità di queste risorse è assolutamente elevata per questo riscuote molto successo, ma soprattutto raccoglie molti visitatori di ritorno, provenienti da precedenti salvataggi della risorsa tra i preferiti, che tornano a consultarla al momento del bisogno.

Il livello di riuso è cinque perché è una risorsa che si mantiene giovane semplicemente aggiornando con costanza le informazioni, costo bassissimo perché parliamo di testo, il che garantisce anche un beneficio su nuovi argomenti introdotti per via del posizionamento che ha precedentemente raggiunto la risorsa.

long form

Che ne pensate di questa classifica? Avete sperimentato l’efficacia “entusiasmante” di uno di questi formati?

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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