Social Media Marketing

Compravendita di Fan VS Lead Generation, da che parte sei?

Prendendo spunto da un post di Doctor Brand, che parlava della nascita di una nuova tipologia di “consulenti” (chiamandoli così gli si da già importanza non meritata) o meglio persone che, in modo poco ortodosso, vendono pacchetti, tramite i propri siti web, di fan per pagine Facebook alle aziende, ho voluto fare una slide riassuntiva di quelle che sono le principali differenze tra una strategia di lead generation attuata col social media marketing, e una mera compravendita finalizzata esclusivamente all’aumento vertiginoso e nel breve periodo di utenti che deve farti esclamare frasi del tipo: “oh, vedi quanti iscritti c’ha sta pagina, deve essere una grande azienda, chissà come hanno fatto!”.

Bene cari lettori che con affetto e devozione ci seguite, sappiate che noi ci dissociamo totalmente da queste “prese in giro” e che la compravendita di fan non è Social Media Marketing!

La lead generation (costruzione di una base utenti potenzialmente interessata al prodotto/servizio proposto da un’azienda) è un’operazione che va pianificata, che si ottiene col tempo e attuando differenti strategie online e offline, ma soprattutto, si ottiene in modo naturale, perché sono gli utenti stessi, secondo il concetto di Permission Marketing sviluppato da Seth Godin, a venire da Te azienda in modo spontaneo e grazie alle diverse strategie messe in atto dall’azienda che le permettono di differenziarsi dalla concorrenza e farsi scegliere dal consumatore.

La lead generation offre utenti profilati e di qualità. La naturalità dell’acquisizione del lead risiede nel fatto che sia online che offline l’azienda può mettere in atto strategie di posizionamento del prodotto/servizio rivolte a segmenti di mercato ben identificati e definiti dall’azienda stessa; pensiamo al mondo online, possiamo acquisire lead qualificati in diversi modi:

• Nei social media, con la produzione di contenuti di qualità, anche user-generated e con l’offerta di un incentivo di valore che stimoli l’utente a seguire l’azienda e lo stupisca in modo tale da spingerlo al naturale passaparola (es. sconti, tribes event, unconventional seeding, ecc.);
• Nei motori di ricerca gli utenti cliccano su un sito o su un annuncio sponsorizzato in base ai loro fabbisogni informativi (query).

Stessa cosa nel mondo offline, scegliamo determinati prodotti e servizi nel momento in cui ne avvertiamo il bisogno.

Morale del post è che questi “trucchetti da quattro soldi” non portano a nulla di buono né ai vertici aziendali che magari si sentono soddisfatte dal vedere numeri da capogiro da poter contattare in un secondo momento da mailing list, né agli utenti stessi che si ritrovano iscritti a pagine senza aver neanche fatto caso a cosa fossa o di cosa trattava.

Credo che in Italia esistano fondamentalmente due tipologie di imprenditori con la pulce nell’orecchio per il social media marketing: quelli a cui di strategie di lungo periodo, fidelizzazione e brand experience non gliene importa nulla, ma pensano soltanto ai numeri e alle possibilità di vendita immediata di prodotti e servizi e quelli che, grazie alla diffusione di materiali, approfondimenti di blog e libri sul social media marketing, avranno capito il reale funzionamento della strategia, e staranno alla larga da questi “bagarini da stadio del Web 2.0”, che oltre a rovinare utenti e aziende, rovinano i tanti consulenti che con passione studiano la materia e lavorano per l’implementazione delle migliori strategie di marketing esperienziale.

E tu che ne pensi? Ti lascio la slide qui sotto e se ti piace condividila pure! 😉

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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  • Pingback: Tweets that mention Compravendita di Fan VS Lead Generation, da che parte sei? | Web In Fermento -- Topsy.com()

  • Sicuramente u00e9 utile al posizionamento, la compravendita, non trovo altri effettivi vantaggi nel gestire una strategia … Non c’u00e9, alla base, una reale condivisione e un coinvolgimento con i finti fans!nInoltre il posizionamento all’interno dei motori di ricerca, da solo, non basta. Non capisco …n

  • Pingback: upnews.it()

  • Credo sia la naturale evoluzione dovuto allo sviluppo del marketing sul web, pur non condividendo la compravendita dei fans, credo che non sia niente di differente da quello che fanno i vari portali con la vendita dei pacchetti email dei loro utenti, o quelli che vendono pacchetti di informazioni sui propri clienti in modo da farci trovare la buca della posta piene di offerte creditizie, per gli studi o cataloghi di ogni tipo. Ripeto pur non condividendo questa strategia, credo che queste forme di compravendita siano sempre esistite e aumenteranno sempre visto l’apparente “buon risultato” che i marketing manager delle aziende credono di portare a casa.

    • Il problema u00e8 che il Social Media Marketing prevede l’interazione uomo-azienda per la costruzione di rapporti tra pari. E’ cambiata la dinamica di socializzazione e costruzione dei rapporti e cambia proprio l’approccio di fare mercato. nnNon u00e8 raccogliendo dati e inviando email che funziona il social, ma costruendo relazioni, conversando, dialogando, differenziandosi in modo originale. E poi l’e-mail rientra ormai nella fase 1.0 del web marketing 😉

  • mirko

    Io sto dalla parte di chi pensa che comprare fans vada bene, la mia azienda ha da poco una pagina su facebook e in 6 mesi circa ha ottenuto solo 19 fans…:(
    Poi ho cercatoun po su internet e ho trovato questo sito, http://www.facebookfans.it/ ho comprato migliaia di fans per la mia pagina e sono arrivati come promesso, gente vera e Italiana che legge i miei post su facebook…

  • Pingback: Papà mi compri 1000 Fan Facebook?()

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