Social Media Marketing

Profilo certificato su Twitter: come e perché ottenerlo

Twitter gran canale che nell’ultimo periodo ci sta dando qualche preoccupazione! Dalle voci insistenti del calo di iscrizioni degli utenti – confermate e smentite al tempo stesso – fino alle notizie della sua imminente vendita, fanno storcere l’occhio a non pochi utenti.

Coloro che utilizzano il canale per scopi professionali, ma anche di diletto, sono tantissimi e molti sono anche coloro che preferiscono universalmente inviare twit piuttosto che condividere status o foto su Instagram, addirittura prediligendo e favorendo come prima scelta il canale. Una sua perdita sarebbe uno scacco matto per una buona parte di utenti, comuni e non comuni (VIPs), del canale.

L’account certificato di Twitter

Tra le iniziativa che più hanno interessato gli utenti iscritti c’è ad esempio la possibilità di certificare il proprio profilo, privato o business. Introdotto ancor prima che Facebook facesse capolino, la certificazione serve per dare un tono di serietà e ufficialità all’utente iscritto.

La registrazione del profilo, come ufficiale, è ambita da tutti i più assidui frequentatori di Twitter perché garantisce, a scanso di clonazioni di identità, che la persona/ente/società che compone testi in 140 caratteri è quella ufficiale, colei che ha mostrato fisicamente che è essa stessa a twittare.

Ma come ottenere il badge di certificazione?

Ci viene in aiuto una infografica riassuntiva di ShureParrol, che evidenzia un po’ il fenomeno “certificazione su Twitter” nel mondo.

Dai dati rappresentati emerge che, tra gli utenti, esistono circa 187.000 account con il bollino blu su 310 milioni di utenti iscritti, in pratica sono solo lo 0,06% dei profili che lo detiene.

Sommariamente le categorie più interessate da questa procedura, o meglio quelle che riescono ad ottenerla con più facilità, sono nell’ambito della musica o dei media, fanno parte di enti governativi o personaggi politici, ed ancor anche programmi tv o sport.

Data questa piccola premessa dunque, sembra che ricevere un profilo certificato non sia da tutti, ma solo da quegli utenti che godono di una certa popolarità o influenza. Per capire un po’ cosa si intente basta dare un’occhiata ai profili che prima di tutti hanno ottenuto l’etichetta come, ad esempio, la NASA, o Kim Kardashian, o Milwaukee Police, insomma profili molto molto importanti e che, da un certo punto di vista, hanno la necessità di tutelare non solo la proprietà dei messaggi inviati, ma anche garantire che, notizie diffuse con un certo nome, non siano bufale o notizie infondate.

NASA, profilo certificato

NASA, profilo certificato

Di recente, precisamente il 19 luglio 2016, Twitter ha introdotto la possibilità di inviare una richiesta spontanea di ottenimento badge attraverso una procedura automatica.

Oggi ad un link dedicato è possibilità effettuare la propria submission ed inviare una richiesta e, nel caso di profili incompleti, corredare essa di ulteriori informazioni come numero di telefono, data di nascita, foto profilo e copertina, bio, sitoweb ecc..

Nella richiesta ci sono tre semplici domande: chi sei, dove si parla di te – in tal caso è opportuno fornire i link più salienti, quelli con evidenza della propria importanza in rete – e le motivazioni del perché il badge dovrebbe esser assegnato, e se sei un’attività o un privato. Stop.

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Una volta inviata la richiesta, questa è presa in carico dagli addetti di Twitter che si occuperanno di verificare le fonti e valutare o meno l’assegnazione del badge. La risposta arriva di sicuro, sia positiva che negativa, e nel caso di richiesta respinta una nuova submission può esser fatta dopo 30 giorni dalla prima.

Perché avere un profilo certificato su Twitter

I vantaggi di avere un profilo privato comunque ci sono e riguardano più che altro una questione di “immagine” e di prestigio, averlo vuol dire occupare un piano superiore agli altri, un gradino più in alto, e aumentare la qualità anche di quello che si posta.

Tuttavia dobbiamo segnalare che l’assegnazione, è sicuramente legata alla quantità di interazioni e di influenza che si ha, ma anche un po’ al caso, tuttavia perché non provarci.

Alla fine ottenere un badge valorizza la propria professionalità e aiuta ad esser meglio identificati nella rete, soprattutto in caso di omonimia, dando certezza all’utente che decide di seguirci.

Noi la nostra richiesta l’abbiamo inviata, perché “non si sa mai”… ma anche perché siamo speranzosi nel riuscire a rientrare in quella ambitissima cerchia dello 0.06% di eletti che sono stati “bollati” come degni di avere una spunta blu. Cheers!

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Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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