OpenStats, Social Media Marketing

Le azioni svolte su Facebook, Twitter e Google+ in Italia [Risultati]

Torniamo volentieri a parlare delle azioni che maggiormente vengono svolte sui social principali: Facebook, Twitter, Google+. Abbiamo in un precedente post, analizzato la situazione del mercato americano in quanto ad interazioni social ed è, sommariamente emerso che:

  • su Facebook si usa maggiormente per cliccare like;
  • su Twitter lo scopo principale è tenersi aggiornati sulle news;
  • su Google+ principalmente per leggere articoli.

Un quadro abbastanza essenziale che ha permesso di intuire quanto i canali possano esser usati in modo trasversale l’uno dall’altro e assolvere, tranquillamente ognuno il suo compito.

Sulla scia di questo panel, abbiamo interrogato i nostri lettori per capire come, In Italia, ci si comportasse nei confronti delle azioni social. Abbiamo, insieme a questo primo esperimento, lanciato una nuova rubrica, l’abbiamo chiamata “OpenStats”, che ha come focus quello di fotografare il nostro caro mercato italiano per capire in che direzione si sta muovendo, avendo come obiettivo quello di costruire e raccogliere, col tempo, sempre più dati e informazioni che consentano a tutti di conoscere, ed approfondire, tematiche che sicuramente sono care a tutti coloro che lavorano nel settore del web marketing.

OpenStats_logo

Per questa prima analisi, dunque abbiamo deciso di indagare nel modo social. Per il periodo di una settimana, è stato possibile compilare una brevissima survey composta da tre semplici domande:

  1. Quali azioni svolgi maggiormente su Facebook?
  2. Quali azioni svolgi maggiormente su Twitter?
  3. Quali azioni svolgi maggiormente su Google+?

Perché abbiamo scelto proprio queste domande? In questo caso, avendo in mano un’indagine americane, è stato interessante fare un confronto con il nostro mercato al fine di riuscire a comprendere se gli obiettivi d’uso dei canali per gli utenti, fossero gli stessi. Sebbene i target e gli intervistati hanno sicuramente due profili diversi, nel nostro caso dovrebbero esser più esperti, possiamo comunque fare un raffronto.

Il campione che ha risposto all’indagine è costituito da 75 partecipanti principalmente di genere maschile e la cui eta è compresa tra i 31-50 anni.

Per ogni singolo canale i risultati che abbiamo ottenuto sono i seguenti.

Facebook

Per quanto riguarda il canale predominante in Italia, è emerso che la principale azione è quella di cliccare “mi piace” su qualche contenuto postato (67%) a cui segue l’azione di condividere post (58%) e condividere video/immagini (52%). Giù dal podio troviamo, commentare un post e condividere immagini.

Un dato da notare, è quello che riguarda l’ultima posizione che è occupata da “fare ricerche per hashtag”. Spesso noto pagine che fanno un uso smodato dei cancelletti, sperando di ottenere maggior visibilità per i contenuti. Un’attenta e più sana analisi dimostrebbe che fare un uso smodato degli hashtag non porta seriamente a nulla e i risultati di questa micro indagine dimostrano l’importanza che i cancelletti ricoprono per il canale.

Nel complesso, i dati fanno emergere che Facebook è il canale per eccellenza dell’interazione pubblica con i propri contatti e che lo si usa principalmente come forma di espressione del proprio lavoro o di quello che si vive quotidianamente.

Twitter

Twitter, mostra un comportamento diverso rispetto a Facebook. Il canale è al primo posto fonte di informazione e viene utilizzato per tenersi aggiornati sui principali eventi/notizie in real time.

Quasi a pari merito, con percentuali che oscillano intorno al 60%, troviamo “retwittare un post” e “twittare un post”, azioni che fanno ben capire come il canale è vissuto in modo attivo e partecipativo.

In quarta posizione c’è il dato interessante che mostra come, se utilizzato in modo corretto e nel canale corretto, l’hashtag è assolutamente fonte di scoperta. Con il 51% “fare ricerche con hashtag” è una delle quattro azioni principali svolte sul canale.

Google+

Anche il canale di BigG mostra comportamenti abbastanza in linea con i precedenti social. Al primo posto come azione principale vince su tutti il “cliccare +1”, ma la percentuale non si dissocia di molti punti rispetto al secondo e terzo posto.

Condividere post e informarsi, con una percentuale media del 53% sono le azioni che hanno una certa rilevanza sul canale.
I commenti rimangono solo al quarto posto, sinonimo che sul canale si è sì per informarsi, ma forse non si ha sufficiente tempo da dedicare alla discussione.

Quel che sorprende osservando nel complesso i risultati sui tre social, è il bassissimo uso dei canali come fonti di comunicazione diretta con i propri contatti. Forse però dovrebbe esser più comprensibile se si prendono in considerazione le nascenti e crescenti app di messaggistica alternative che spodestano ogni concorrenza. Vedi Whatsapp.

Che ne pensate dei risultati ottenuti? Vi ci ritrovare?

Co-founder dell'agenzia, si occupa di sviluppare strategie Social e di Link Building intervenendo nell'ideazione, scelta e creazione dei contenuti nonché sviluppo dell'interfaccia comunicativa dei contenuti. In ambito design è occupata nello sviluppo di siti web, dalla radice all'interfaccia, e nella realizzazione di contenuti che siano più efficaci per comunicare in rete: infografiche, grafiche specifiche per i Social, User Interface per siti e landing page.

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  • mauro_r

    Veramente un sondaggio interessante e che conferma ancora una volta la regola aurea “content is king”. Infatti mi pare di capire che tutti e tre i social presi in esame vengono usati maggiormente per condividere contenuti interessanti, con un “mi piace”, twittando/retwittando, o facendo +1.
    La butto lì, provocandovi 🙂 : un giorno i social, sfruttando le indicizzazioni interne, potranno minacciare il monopolio di google?
    A presto, è sempre interessante leggervi.

    • A quanto pare è l’aspetto social che predomina maggiormente, facendo emergere un quadro del tutto il linea con le aspettative d’uso del canale: quindi interazione, condivisione e informazione.

      Minacciare il monopolio di Google, per come la penso io, non credo sia possibile. I motori interni dei social al momento funzionano in modo poco mirato, intendo sulle necessità di ricerca dell’utente, e restituiscono solo con i contenuti interni al canale. Un motore interno, competitivo, potrebbe esser quello che, all’interno delle ricerche, inglobasse anche risultati esterni al social, ma la vedo un’ipotesi molto irrealizzabile 🙂

  • Il sondaggio è molto interessante, ma il target di riferimento può essere rappresentato da un numero così esiguo di intervistati?

    • Purtroppo il target di riferimento è esiguo e, purtroppo non è possibile sempre raggiungere tutta “la voce del web”, e soprattutto convincere a partecipare ad un sondaggio.

      L’idea è quella di creare piccoli studi che, anche se con un target limitato di utenti, permettano di descrivere piccole realtà. Non pretendiamo che quanto raccontato sia una verità assoluta, del resto probabilmente essa non esiste neanche nei grossi sondaggi, ma semplicemente ci piace conoscere, analizzare e mostrare cosa ne si pensa su una determinata tematica.

      Mettiamola così, è un modo per dar luce all’opinione di chi ci segue con interesse e quindi, per dovere nei confronti di chi partecipa, anche se con poche risposte, dobbiamo rendere pubblica 🙂

      • Sicuramente con i sondaggi c’è la difficoltà di non riuscire a raggiungere sempre un numero tale e diversificato da poter abbracciare ogni sfaccettatura. È un limite del mezzo in se, assolutamente vero.

  • Alberto Scanziani

    Questo articolo è stato finora condiviso al 12% su FB, al 15% su G+ e al 73% su TW: come interpretare questa statistica? La condivisione minore avviene sulla piattaforma maggiore, mentre la condivisione maggiore è sulla piattaforma che sembra “soffrire” – per quanto leggo in giro – più delle altre

    • Luca Ronchi

      Secondo me la chiave di lettura risiede nel tipo di pubblico che questo blog posside, cioè di “addetti ai lavori” che hanno abitudini e confidenza con la tecnologia molto diverse dalla maggioranza dell’utenza cunsomer.
      Io stesso non mi ritrovo nelle statistiche riportate, ma trovo conferma di queste statistiche ogni giorno nelle dinamiche che riscontro nel mio pubblico social costituito prevalentemente di “gente comune”!

Grazie per lo share!

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