new media design

Architettura e analisi di uno sito web 2.0 [New Media Design]

Con questo post più che parlare di strategie di marketing vere e proprie parlerò di come dovrebbe essere realizzato un sito web innovativo e al passo coi tempi che possa poi essere utilizzato in chiave di business come strumento dell’intera strategia di social media marketing.

Una strategia di social media marketing, come sappiamo, punta molto alla creazione di valore per le community, valore non tanto rappresentato dal prodotto/servizio che vendiamo, quanto da un’esperienza di consumo mediatica ed emozionale che offriamo ai nostri clienti e alla capacità di rafforzare le relazioni non più tra impresa e cliente (vecchio marketing relazionale e one-to-one introdotto da Kotler) ma tra i membri stessa della community.

Compito dell’azienda è quello di integrarsi nelle community con gli strumenti comunicativi a disposizione oggi nel mondo online, i social network, i motori di ricerca e il sito web. Il sito web resta, anche in periodi di proliferazione di social network e di spostamento dell’intero flusso comunicazionale più sui social media, che sui siti web, lo strumento cardine al centro della strategia, il punto di riferimento per chi  viene a conoscenza, dalle community o da altri canali promozionali, del prodotto e servizio dell’azienda.

Il social web ha introdotto dinamiche relazionali che non si formano più dall’alto verso il basso ma dal basso verso l’alto: in sostanza il consumatore chiede il dialogo con l’impresa e “pretende” che quest’ultima l’ascolti, perché dall’ascolto possono generarsi processi di co-creazioni funzionali del prodotto atte a definire un’offerta più performante e più in linea con le specifiche esigenze delle community di consumatori.

L’architettura di un sito ai tempi del social web (social web development)

1) Strutturare un sito aperto

Requisito fondamentale, per tutte le aziende che vogliono aprirsi al marketing conversazionale è quello di fare in modo che il sito permetta la partecipazione degli utenti ai contenuti che vengono pubblicati. Questo si concretizza con l’avere un blog, integrato o meno nello stesso dominio del sito web, nel quale pubblicare contenuti (post) che vertano poco sulla promozione del proprio business ai lettori, perché nessuno si leggerà i post di un’azienda che produce divani che nel post, esalta le qualità dei propri divani. Al contrario è necessario pubblicare contenuti di valore per il lettore, che ruotano attorno all’universo dell’azienda stessa, esempio parlare di ecologia, se i divani sono prodotti con materiali ecologici o se i processi di produzioni avvengono in fabbriche alimentate con energia solare o eolica (ricordiamo a tal proposito, che il green marketing diventa sempre più una componente fondamentale nei cicli produttivi di ogni impresa, in tempi di crisi ambientale e surriscaldamento del pianeta in cui ci troviamo ora, il consumatore moderno vuole anche sapere di acquistare un prodotto che inquina poco o che sia stato prodotto danneggiando minimamente l’ambiente).

Stesso discorso vale per il fatto che l’azienda possa postare argomenti o news riguardanti il territorio in cui si trova e quindi notizie che possono comunque interessare i lettori. Ricordiamoci che con il social media marketing si costruiscono storie per i consumatori e non per i prodotti e servizi.

2) Licenze Creative Commons

Progettate il sito in modo che parte dei contenuti possano essere riutilizzati (siamo o no nell’era della condivisione e riutilizzo dei contenuti), come ad esempio l’utilizzo delle licenze 2.0 Creative Commons per la possiblità di leggere e condividere i contenuti.

3) Account social media, Open Graph e pulsanti vari di condivisione

Un po’ di mesi fa, Facebook ha reso disponibile il protocollo Open Graph, che permette di estendere alcune funzionalità del social network anche al di fuori della piattaforma stessa. In sostanza con l’open graph i contenuti di Facebook possono viaggiare al di fuori dello stesso e i contenuti presenti nel web possono giungere dentro Facebook. Tutto grazie ai diversi pulsanti di condivisione e di “mi piace” messi a disposizione, oltre al fan box che mostra gli utenti che hanno messo “mi piace” al sito web (ex “diventare fan”). Oltre all’Open Graph di Facebook i siti web 2.0 devono anche avere (è sempre un consiglio ;-)) il pulsante Twitter per retwittare il post o la pagina, e gli altri pulsanti di condivisione degli altri maggiori social network (lasciate perdere Google Buzz! :-D).

Perché avere i pulsanti social? Perché fondamentalmente sono capaci di innescare meccanismi di diffusione virale dei contenuti che erano impensabili fino a 5 anni fa. I contenuti condivisi appaiono nello stream delle bacheche degli utenti Facebook, nello stream di Twitter come Retweet, nello stream di LinkedIn o possono venire salvati come segnalibri in Delicious. Ovviamente quanto più un post sarà di qualità, tante più probabilità avrà di diventare virale!

social buttons

Oggi poi diventa ancora più importante permette la condivisione dei contenuti, proprio perché poco tempo fa i motori di ricerca hanno dichiarato di dare importanza ai contenuti condivisi sui social network, di tenerli in considerazione (non è ancora chiaro quanto!) ai fini del posizionamento di un sito nei motori di ricerca. Quindi niente più scuse, i social network aiutano il posizionamento nei motori di ricerca e ve lo diciamo anche per esperienza.

4) Syndication dei contenuti

Un sito web 2.0 deve permettere agli utenti di seguire gli aggiornamenti anche al di fuori del sito stesso, attraverso altri supporti web 2.0. Offrite interfacce per i web service e syndication dei contenuti e riutilizzate i data service degli altri. Quindi feed Rss e possibilità di iscrizione alla newsletter. Feedburner di Google può essere un ottimo strumento d’aiuto in questo caso.

5) I colori del sito web 2.0

I colori e la grafica, come vi sarete accorti, risulta pulita e genuina e a nostro modo di vedere i colori simbolo del web 2.0 sono il bianco, il blu di facebook e l’azzurro di Twitter. Al massimo il rosso e il rosa per ma lasciate perdere i colori troppo spenti. Il web 2.0 deve dare un senso di positività e di innovazione! 😉

6) Predisponete il vostro sito web per una navigazione da mobile

Questo punto sarà sempre più importante in ragione alla diffusione degli smartphone e del miglioramento dell’infrastruttura di telecomunicazioni e sempre più utenti navigheranno da mobile.

7) Il sito web 2.0 è in beta perpetuo e realizzato dagli utenti stessi

In realtà il concetto di sito web 2.0 secondo Tim O’Really, non dovrebbe essere mai ultimato definitivamente, ma aperto a nuovi cambiamenti continui nel tempo, aggiornamento del template, aggiunta di nuovi pulsanti di condivisione qualora nuovi social network divenissero importanti e soprattutto, sempre secondo O’Really, gli utenti dovrebbero apportare i loro contributi alla ridefinizione del sito. Mi rendo conto che questo quinto punto, per un sito web aziendale sia un po’ difficile da digerire, ma qualcuno, tipo Wired, l’ha fatto!

E voi cosa ne pensate? Il vostro sito è gia 2.0 e quindi incarna i concetti di collaborazione, condivisione dei contenuti e partecipazione degli utenti nella sua struttura?

Co-founder dell'agenzia, laureato in Marketing e Comunicazione d'azienda, ha fatto dei Motori di Ricerca e dei Social Media la sua passione. Esperto di Content Marketing e autore del libro "Gestisci Blog, Social e SEO con il Content Marketing" si occupa di sviluppare strategie digitali finalizzate alla crescita di visibilità e fatturati di grandi aziende e Pmi.

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